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easy life – herman koch

Il sabato sarà dedicato al libro terminato nella settimana. 

Un altro romanzo di Koch che tratta di rapporti fra figli e genitori. 
Questa volta Tom (il padre) ci racconta (quindi conosciamo la sua versione) delle violenze che il figlio avrebbe perpetrato ai danni della moglie. Ascoltando la versione del padre non sappiamo quanta verità ci sia e quanto invece no.
Nella storia il padre fa una scelta.
Probabilmente è quella che ogni padre farebbe nelle realtà.
Dopotutto chi tradirebbe il figlio prediletto , anche se questo si rendesse colpevole di reati violenti ?

SINOSSI
“Tom Sanders è un famoso scrittore di libri di autoaiuto. I suoi bestseller Crime Without Borders e Easy Life hanno venduto oltre quaranta milioni di copie in tutto il mondo. Tom conduce una vita estremamente confortevole, è felicemente sposato con Julia e ha due figli adulti, il più giovane dei quali, Stefan, è la pupilla dei suoi occhi. All’improvviso, durante la festa di compleanno di Julia, la loro nuora Hanna – a cui Tom e Julia non sono particolarmente affezionati – si presenta alla porta. Singhiozzando, la donna si butta tra le braccia di Tom, rivelandogli che Stefan l’ha picchiata e che non è la prima volta. All’improvviso, e in modo del tutto inaspettato, Tom si trova davanti a un bivio. Deve affrontare il suo figlio preferito e metterlo dinnanzi alle proprie responsabilità? O sarebbe forse meglio seguire il consiglio più gettonato dei suoi libri di autoaiuto, ovvero “”cerca di non risolvere sempre i problemi pensandoci; spesso non pensandoci si risolvono prima””?

TRE PIANI  – Eshkol Nevo

Schermata 2018-12-05 alle 23.17.48Il titolo originale del libro in ebraico שלוש קומותShalosh Qomot, probabilmente contiene un gioco di parole tra piani e storie che noi lettori italiani non riusciamo a goderci appieno.
Tre storie, ognuna delle quali coinvolge un abitante di un condomio nella periferia di Tel Aviv. I tre condomini abitano su tre piani diversi. Ok tre racconti, ma anche un romanzo perché in ogni racconto ci sono riferimenti minori alle altre due storie. Tutte e tre insieme le storie ci raccontano la metafora di Freud fra l’Es, l’Io e il Super-Io come nella citazione.

Al primo piano risiedono tutte le nostre pulsioni e istinti, l’Es. al piano di mezzo abita l’Io, che cerca di conciliare i nostri desideri e la realtà. E al piano più alto. Il terzo, abita sua altezza il Super-Io. Che ci richiama all’ordine con severità e ci impone di tenere conto dell’effetto delle nostre azioni sulla società.

Al primo piano (ES) abita un padre con scarso controllo ed una propensione a dare sfogo al proprio agito.
E’ convinto che il marito della coppia di anziani che abita di fronte, che spesso vengono usati al posto della Baby-sitter, abbia avuto atteggiamenti pedofili con la piccola figlia. È doloroso ascoltare, mentre emette un terrificante giudizio dopo l’altro, tutti nella arrogante convinzione di essere nel giusto.

La seconda storia (IO) è una confessione. La donna però vive in una sorta fantasia che non sapremo mai quanto reale siano gli accadimenti raccontati o qunato immaginati/desiderati. La rappresentazione di una persona impossibilitata a mediare fra realtà e speranze

Nella terza storia (Super-IO) leggiamo  attraverso la confessione di Dvora  il difficile rapporto genitori-figli e la sua difficoltà nel cercare un contatto con il figlio quando il marito super-giudicante era ancora in vita.

 

I tre piani dell’anima non esistono dentro di noi. Niente affatto! Esistono nello spazio tra noi e l’altro, nella distanza tra la nostra bocca e l’orecchio di chi ascolta la nostra storia… Altrimenti, tutti soli, non sappiamo nemmeno a che piano ci troviamo, siamo condannati a brancolare disperati nel buio, nell’atrio, in cerca del pulsante della luce

Il Fosso – Herman Koch

Questa volta Herman Koch punta la sua penna contro i propri concittadini e la storia che ci racconta è piena zeppa di pregiudizi sociale (contro gli anziani) e razziali (contro tutti coloro che provengono da sud e da est). Una Olanda IPOCRITA dove si condanna un funzionario statale per uno scandalo sessuale, ma si accetta che la fontana che abbellirà il quartiere da poco ristrutturato sia fatta da schiavi cinesi.

Mentre  IL FOSSO che da il titolo all’album è quello che l’interprete principale del libro Robert si scava a forza di rimuginare e di autosuggestionarsi su un ipotetico tradimento da parte della moglie straniera ( e qui si ritorna ai pregiudizi sociali di cui nessuno è immune … e non pensiamo sia un problema solo olandese ).

Oppure chissà il Fosso è quello che grazie all’incomunicabilità si scava grazie al non riuscire a raccontare i suoi timori alla moglie, quando non riesce ad essere vicino alla amico Bernhard malato terminale, quando i genitori decidono di darsi la morte e lui non riesce tutto preso dai suoi pregiudizio (la moglie straniera che lo tradisce con un contadino rivestito)

ALLA FINE IL THRILLER C’E’
(ma come diceva QUELO è dentro di noi e potrebbe essere quello sbagliato)

Un incidente stradale manda all’ospedale il “potenziale” amante della moglie. Una banale caduta di bicicletta (beh tutti gli olandesi vanno in bicicletta)

Koch non ci dice altro se qualcuno ha programmato l’incidente.
Ci racconta i fatti cosi come sono accaduti.
Questo stronzo di scrittore olandese che amo … ci lascia li con i nostri pregiudizi e le nostre ipocrisie a decidere chi è il colpevole.

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TERZA DI COPERTINA

Robert Walter è il sindaco di Amsterdam, la capitale della democratica Olanda. Ha la moglie straniera, ma lui si guarda bene dal dire da quale paese proviene. La gente si nutre di pregiudizi, si sa. Anche in Olanda, dove ognuno può pensarla come vuole, ma dove non è raro sentire dire che quelli, gli stranieri, ce l’hanno nel sangue il furto, la coltellata facile, la tendenza a maltrattare le donne. Del resto, anche lui, Robert, non è mica privo di pregiudizi. Semplicemente, dato il ruolo che ricopre, finge bene. Quando si ritrova in compagnia di persone appartenenti alle varie etnie della città, è capace persino di canticchiare su musiche bizzarre o di mettersi in bocca con le mani un improbabile pezzo di carne. Però, davanti a uno straniero, nulla può togliergli la naturale diffidenza del contadino che vede un estraneo entrare nel suo campo. Da qualche tempo, tuttavia, la sua arte di dissimulare sta andando a farsi benedire. Tutto è cominciato il 16 gennaio, durante la festa per il nuovo anno in cui accorre in comune la crema della città: il capo della polizia, il procuratore capo, gli assessori, il presidente dell’Ajax. Robert stava chiacchierando appunto con quest’ultimo quando, vicino alla porta che dalla sala centrale del municipio conduce ai bagni, ha scorto sua moglie, una birra in mano, fare cin cin con l’assessore Maarten van Hoogstraten. Nulla di male, se poi lei non avesse riso rovesciando indietro la testa, mentre l’assessore le teneva una mano sul gomito e le sussurrava qualcosa all’orecchio. Da quel giorno il sospetto del tradimento della moglie straniera si è impadronito talmente della mente e del cuore di Robert che tutti i suoi pregiudizi si sono scatenati e gli si sono rivoltati contro.

Morbide Guance – Kirino Natsuo

image_bookTERZA DI COPERTINA:
Kasumi è nata e cresciuta nell’Hokkaido, ma fugge ben presto a Tokyo, dove sogna di realizzare una vita libera e diversa da quella monotona e squallida dei suoi genitori. Sposatasi con un tipografo mite e serio, Kasumi cerca una via di fuga nelle braccia di un cliente del marito con il quale inizierà una relazione segreta e appassionata, che indurrà l’uomo a comprare una casa nell’Hokkaido per ospitare la donna e la sua famiglia. Nel corso di questo soggiorno, la figlia maggiore di Kasumi scompare senza lasciare traccia. Convinta che la scomparsa della bambina sia il meritato castigo per aver tradito il marito, le figlie e, anni prima, i genitori, Kasumi intraprende un viaggio alla ricerca della figlia che la ricondurrà alle sue origini.

MICRORECENSIONE:

Intenso, doloroso, introspettivo, triste.
Intricato.
Come il giallo della scomparsa di Yuka la figlia
Come il passato di Kasumi la madre
Come il futuro di Risa, l’altra figlia, che cresce all’ombra della sorella.

Kasumi manda all’aria una vita, un matrimonio per ritrovare la figlia scomparsa o forse per ritrovare se stessa figlia scappata di casa e mai “apparentemente” ricercata dai genitori.