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[LIBRO] Un amico – Jakob Arjouni

contentTrama:
Pensate alla vita quotidiana, alle bassezze e alle ipocrisie con cui ogni giorno si deve fare i conti, alle piccolezze degli uomini e a quanto sia difficile comunicare con loro. È sufficiente questo per comprendere il senso dei racconti di Jacob Arjouni presenti in Un amico, un libro che si limita a essere specchio fedele della nostra imperfetta realtà, rifuggendo volutamente da ogni tentazione retorica o fantastica per mettere in scena un vasto assortimento di vicende e casi umani solo apparentemente paradossali. Con un ingrediente in più: una dose massiccia, e sicuramente nociva, di cinismo e disillusione. Filo conduttore dei sei racconti pubblicati in Un amico sembra infatti essere proprio la quasi totale mancanza di fiducia nel genere umano, che dà vita a personaggi “normali” e accettati socialmente, eppure privi di scrupoli e intenti esclusivamente a inseguire il proprio tornaconto.

LA MIA RECE SU ANOBII del 18 Settembre 2010
Figure minori, periferiche rispetto a quello che normalmente viene definita VTA. “La visita del papa” è il racconto cn la costruzione perfetta secondo i miei gusti di lettore.

Il libro di Sabbia – Jorge Luis Borges

image_book TERZA DI COPERTINA:
È il fantastico il carattere dominante di questi tredici racconti, cui se ne aggiungono altri quattro in appendice mai radunati in un volume, in cui si concentrano i temi e i simboli che a Borges sembrano connaturati. In “L’altro”, Borges settantenne, seduto su una panchina a Cambridge nel 1969, discorre con se stesso ventenne, seduto su quella stessa panchina a Ginevra nel 1918; nel “Libro di sabbia”, il narratore acquista un libro senza principio né fine, composto da un numero infinito di pagine numerate arbitrariamente. Questi racconti rappresentano un ritorno alle atmosfere lucidamente visionarie degli scritti degli anni Quaranta. Ma diversa è la scrittura. Lo stile piano, quasi orale, si congiunge con una trama impossibile.
MICRORECENSIONE:
Non sono un amante della forma racco to, ma alcuni sono veramente formidabili

Euridice aveva un cane – Michele Mari

Euridice aveva un caneTERZA DI COPERTINA

Paura e umorismo, un intreccio di invenzioni, finali inattesi e sarcastici caratterizzano questi racconti. Dopo i fondali gotici ed elisabettiani dei romanzi, i luoghi che fanno da sfondo ai racconti sono meno esotici, ma non meno inquietanti: un luogo di villeggiatura sul lago Maggiore, un collegio a Quarto dei Mille, tagli urbani gremiti di quei segnali che solo una furiosa paranoia riesce a decifrare.

MICRORECENSIONE

I palloni di Kurz sicuramente fra i migliori racconti italiani. Segnalo a mio gusto anche:
L’ora di Carrasco
La serietà delle serie
Il volto delle cose

Carver – Raymond Carver

carver-cattedraleRaymond Carver è unanimemente riconosciuto come un classico della letteratura americana del Novecento. Ciò che rende rivoluzionaria la sua scrittura è l’attenzione alla gente di tutti i giorni, non bella, non ricca, non eroica: vite quotidiane, fatte di dolore sottile e piccole illuminazioni, che i romanzi troppo spesso trascurano. Carver, viceversa, ha saputo descriverle con uno stile limpido e potente, capace di conquistare nel corso degli anni i lettori di tutto il mondo e di ispirare un’intera generazione di narratori. “Cattedrale” è considerato il suo capolavoro: dodici racconti di straordinaria intensità emotiva (lo stesso autore li definì i suoi “più pieni, più ricchi, più generosi”) ambientati in sale d’aspetto e vagoni di treno, salotti modesti e corsie d’ospedale: luoghi apparentemente banali che diventano teatro di storie commoventi e indimenticabili. Tanto che da queste pagine il regista Robert Altman ha tratto alcuni episodi di “America Oggi”

La Vendetta – Agota Kistoff

copj13asp1Un paio di giorni fà risistemando lo scaffale Einaudi mi capita in mano questo minuscolo libro che sembra dirmi:
– Comprami non ti deluderò … comprami sono il libro che stai cercando …
come fai a dire di no ad un libro ?
80 pagine 25 racconti. Cupi, deprimenti, allucinogeni, onirici. Pura istigazione al gesto violento o alla rivolta (Morte di un operaio pag. 15), con una narrazione sublime ….
Da leggere d’un fiato (e in un’ora) e rileggere e rileggere e rileggere… praticamente meraviglioso.

BIGNAMINO: Personaggi senza identità, senza nessuna adesione al mondo in cui vivono, con una percezione distorta e allucinata che li induce a compiere gesti aberranti. Delitti poco esemplari, come quello del ragazzo che uccide i professori più amati per salvarli dalla crudeltà dei compagni, o quello della moglie che uccide il marito per farlo smettere di russare. I gesti estremi vengono compiuti senza alcuna estetizzazione, solo con estraneità, con la consapevolezza, o forse l’intuizione che le menzogne non possono essere perdonate, che le soluzioni arrivano e arriveranno sempre tardi. Vite alla deriva che cercano ostinatamente di tornare a casa, di rivedere in faccia il proprio passato. Schegge narrative che raccontano un mondo mostruosamente duro, di fronte al quale domina il senso di estraneità e di smarrimento.