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fiori senza destino – francesca maccani

CRUDELE
STRUGGENTE
INDIMENTICABILE

sono i primi aggettivi che mi vengono in mente pensando a questo libro.

CRUDELE, perché ci porta in una realtà cosi lontana dalla nostra (dalla mia sicuramente) di tutti i giorni e ce la ritroviamo sbattuta in faccia e non possiamo far altro che sentirci colpevoli per tutte le volte che ci siamo detti … non mi riguarda non capita a me

STRUGGENTE perché le vite di questi ragazzi sono piene di speranze (condivisibili o no) nel futuro e quando alla fine ho finito il libro e stavo leggendo dell’incontro di sguardi fra Sara e Rosy … beh una (più di una) lacrima mi è scesa dagli occhi.
Anche di questo ringrazio l’autrice.

INDIMENTICABILE sarà sicuramente uno dei libri che consiglierò ai miei clienti in libreria … e lo consiglio a tutti Voi.

Non andate a cercarlo subito però … esce il 21 Marzo

TERZA DI COPERTINA

Sul limite estremo della città di Palermo, nella più difficile delle periferie di oggi, dieci ragazzi raccontano in prima persona la loro vita, i loro sogni, il loro poco destino. Il quartiere è il Cep, Centro Edilizia Popolare, dove promiscuità e malavita regnano sovrane, e dove l’unica legge sembra essere il possesso delle cose e delle persone. In queste spianate di cemento i bambini possono allontanarsi e non fare più ritorno, le ragazzine diventano donne troppo in fretta e i maschi crescono con l’idea che per ottenere ciò che desideri ogni mezzo è lecito. Lontanissima c’è Palermo, con i suoi splendidi monumenti e le chiese antiche che i ragazzi del Cep non hanno mai visto, come il mare. In un avvicendarsi di speranza e rassegnazione ognuno dei personaggi si racconta, con lucidità, senza filtri. Scopriamo così che la crudeltà non è una prerogativa degli adulti, ma un peccato originale che si trasmette di padre in figlio in un contiguo gioco dei ruoli, alternando vittime a carnefici. Francesca Maccani, alla sua opera prima, compone un romanzo corale, struggente e verissimo, indimenticabile.

Morte di un antiquario – paolo regina

Lunedì dedicato agli autori italiani

Beh che dire. Mi sento molto vicino a De Nittis. Anche io come lui sono trapiantato in terra estense per lavoro. Come lui anche io sottolineo i pregi delle origini e i difetti della terra che mi ospitata. 

“Ferrara è di una bellezza discreta, nascosta. Il meglio è celato all’interno, nei parchi dietro austeri portoni, nelle sale affrescate sui soffitti lignei di saloni sconosciuti ai più. Una “prudente” sobrietà nasconde lo sfarzo, perché l’ostentazione attira le maldicenze, l’invidia, l’attenzione. È l’urbanistica che ha influenzato le persone o viceversa?”. 

Il romanzo scava nel tessuto sociale ed economico della società, nella rete fra simili, nelle relazioni taciute, delle cose che si fanno ma che non si dicono.

La prima cosa che si nota è la bellissima copertina.  
Due forbici insanguinate. 

Le forbici sono il mezzo con cui i sarti vestono gli uomini e le donne.
Dalle mie parti c’è un detto.
TAGLIARE I VESTITI ADDOSSO
Con il significato criticare, parlar male, sparlare alle spalle di qualcuno. 

Come ad ammonirci che spesso né uccide più la lingua che la spada.