Schiavi di un Dio minore – Arduino Lipperini

coverUn lavoratore che non ha diritti o che gli vengono negati quanto è diverso da uno schiavo ?
In un mondo dove la cultura o un lavoro intellettuale sono considerati inutili e in un mondo dove efficenza e velocità vanno di pari a passo a stipendi da fame e negazione dei diritti è un mondo civile ?
In un mondo dove i clienti stessi diventano complici (involontari e inconsapevoli) degli sfruttatori come può dirsi giusto ? A cosa pensavate servissero i siti tipo TripAdvisor se non a controllare l’efficenza dei dipendenti, oppure le recensione sulla soddisfazione su AMAZON e similia ?

TERZA DI COPERTINA
Scritto a quattro mani da Giovanni Arduino, scrittore, traduttore, consulente editoriale e script doctor, e la giornalista e scrittrice Loredana Lipperini, il volume svela al lettore tutte le sacche in cui si annida la schiavitù all’epoca della sharing economy, delle start up trionfanti e di una tecnologia sempre più pervasiva e imperante dove non è tutto oro ciò che luccica.

La si legge nell’elevatissimo tasso di suicidi che colpisce le aziende asiatiche che assemblano gli smartphone e i tablet di cui ormai non possiamo più fare a meno, o nella ridottissima paga oraria delle operaie cinesi o bengalesi che producono i vestiti super economici che facciamo a gara a comprare. Come spiegare altrimenti l’abbattimento dei prezzi ottenuto senza intaccare gli stratosferici guadagni delle multinazionali, se non con il sacrificio dei diritti e a volte della vita stessa dei lavoratori?

Ma non si parla solo di terzo mondo. Anche nelle nostre città e campagne si moltiplicano le storie di schiavismo quotidiano. Dai braccianti dei campi di raccolta ai magazzinieri che collassano a fine turno, senza dimenticare i freelance, che sopravvivono al lordo delle tasse, senza ferie pagate, contributi né tempo libero e i dipendenti o pseudo tali costretti ad accettare orari improponibili e lavori di ogni genere per portare a casa stipendi da fame.

E chi si ribella al sistema viene stigmatizzato quasi all’unanimità dall’intera società e definito “choosy” e “schizzinoso” sia dai politici che dovrebbero tutelarne la dignità e la professionalità raddrizzando le evidenti storture del mondo del lavoro attuale, sia dai suoi stessi pari, a dispetto di qualsiasi senso di unione di classe e in una sorta di guerra tra poveri spesso combattuta sul campo dei social network.

Insomma, Schiavi di un dio minore è il libro da non perdere per approfondire il tema attraverso le tante storie di vita vissuta raccolte nel volume. E se vuoi dirci cosa ne pensi o esprimere le tue idee sul tema, fallo su Twitter utilizzando l’hashtag #SchiaviDiUnDioMinore.

 

Citazione dotta

“Del resto le masse popolari in Europa non sono contro le masse popolari in Africa. Ma quelli che vogliono sfruttare l’Africa sono gli stessi che sfruttano l’Europa. Abbiamo un nemico comune.”
Thomas Sankara, 29 luglio 1987

Siccome abbiamo un nemico comune per combatterlo che facciamo ?
Spariamo agli africani …

Furore . Steinbeck (Parte 1)

Il grande romanzo americano, tutto il cinema, la musica la letteratura venuta dopo ha un debito di riconoscenza verso questo romanzo non ci sono alternative.

Maledettamente attuale perchè parla di migranti, di umili che lasciano la propria terra per avventurarsi in mondo straniero, diverso dove in quanto migranti sono forza lavoro da sfruttare da una parte e elemento destabilizzante per quelli che il benessere lo hanno o credono di averlo.

Uno dei romanzi CULTO del 900 insieme, secondo il mio parere di lettore, a Viaggio al termine della notte di Celinè e La Vita Agra di Bianciardi.

Se voi, che possedete le cose che le masse hanno bisogno assoluto di detenere, poteste rendervi conto di questa realtà, allora sareste in grado di salvarvi. Se foste capaci di distinguere le cause dagli effetti, di persuadervi che Paine, Marx, Jefferson, Lenin furono effetti e non cause, allora potreste sopravvivere. Ma non ne siete assolutamente capaci. Perché il possesso vi congela in altrettanti “io” e vi aliena i “noi”.

Interposizione internazionale di lavoro

pare sia questo il nome della nuova frontiera del lavoro. Fatta la legge trovato l’inganno ? No l’inganno, purtroppo, era già presente precedentemente alla legge. Come funziona ? Se avete tempo lo potete leggere QUI e QUI. In parole molto povere esistono agenzie di somministrazione temporanea di lavoro con Sede in paesi Europei dove il costo del lavoro è più basso che da noi, queste agenzie sono anche AUTORIZZATE dal nostro MINISTERO DEL LAVORO ad operare in Italia. Come funziona ? L’agenzia Rumena/Bulgara/Polacca assume in Romania/Bulgaria/Polonia del personale con contratti di lavoro validi nel paese di origine (senza INPS, INAIL, 13, 14 … ) grazie all’autorizzazione ad operare in Italia queste persone vengono dirottate a lavorare in aziende italiane che si ritrovano manodopera a costi più bassi del 30/35%. Esistono poi agenzie che offrono lavoro in italia, con contratti est-europei, anche a cittadini italiani che verrebbero pagati e contrattualizzati a seconda del contratto e della legislazione vigente nel paese della AGENZIA. Interessante articolo QUI