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Lizzie – Shirley Jackson

Un libro lento rispetto ai precedenti due che avevo letto della Jackson. Per parlare di questo libro trovo che le parole migliori le abbia scritte Alessandro Gnocchi il 27 Aprile nel 2015 in questo suo articolo di cui riporto la parte che parla del libro.

In Lizzie, appena arrivato in libreria, la Jackson scrive un efficace romanzo sulle personalità multiple. Quanti differenti aspetti convivono in noi? Quanto è autentico il nostro «io»? Quanto invece dipende dalle circostanze? L’abulica Elizabeth, scioccata dalla morte della madre e affidata alla grossolana zia Morgen, si scinde in quattro identità in competizione tra loro per conquistare il controllo dell’unico corpo a disposizione. Qual è la «vera» Lizzie? Chi avrà la meglio? Come spesso accade con la Jackson, a un certo punto, difficile stabilire quale, il lettore inizia a sentirsi a disagio. D’accordo, siamo tra Lo strano caso del dottor Jekyll e del signor Hyde e il romanzone psicologico. Oppure no? Suggerisce la Jackson: ogni vita, per proseguire, deve «divorare altre vite». Forse stiamo assistendo proprio a un sacrificio umano, officiato dalla medicina, all’ombra di una strana statua africana torreggiante nell’appartamento di Lizzie. Di sicuro, il lieto fine, anziché rallegrare, gela il sangue nelle vene, e le ultime parole di Elizabeth (Sono felice, so chi sono) suonano più inquietanti che rassicuranti.
QUI il link all’articolo originale

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TERZA DI COPERTINA
Opera della maestra del thriller nero, venerata da Stephen King, Lizzie è il primo grande romanzo delle personalità multiple. La protagonista, Elizabeth Richmond, ventitré anni, i tratti insieme eleganti e a­nonimi di una «vera gentildonna» della provincia americana, non sembra avere altri progetti che quello di aspettare «la propria dipartita stando il meno male possibile». Sotto un’ingannevole tranquillità, infatti, si agita in lei un disagio allarmante che si traduce in ricorrenti emicranie, vertigini e strane amnesie. Un disagio a lungo senza nome, finché un medico geniale e ostinato, il dottor Wright, dopo aver sottoposto la giovane a lunghe sedute ipnotiche, rivelerà la presenza di tre personali­­tà sovrapposte e conflittuali: oltre alla stessa Elizabeth, l’amabile e socievole Beth e il suo negativo fotografico Betsy, «maschera crudele e deforme» che vorrebbe fagocita­re e distruggere – con il suo «sorriso laido e grossolano» e i suoi modi sadici, insolenti e volgari – le altre due.

È solo l’inizio di un inabissamento che assomiglierà, più a che un percorso clinico coronato da un successo terapeutico, a una discesa amorale e spietata nelle battaglie angosciose di un Io diviso, apparentemente impossibile da ricomporre: tanto che il dottor Wright sentirà scosse le fondamenta non solo della sua dottrina, ma della sua stessa visione del rapporto tra l’identità e la realtà.

L’incubo di HillHouse – Shirley Jackson

7b6dde19d6b4ec0ba515e529c7d8e668_w240_h_mw_mh_cs_cx_cyUn libro, quello di Shirley jackson, che utilizza la narrativa Horror per parlarci delle paure e del male. Non ci parla, però, del Male e delle Paure esterne, ma di quelle paure che invece
sono dentro di noi e che non riusciamo ad elaborare e superare.
Quattro persone, sconosciute fra di loro, si ritrovano in una casa posseduta dai fantasmi per scoprire se è realta o leggenda metropolitana. Sono quattro,  ma il personaggio
principale, quasi unico, è Eleanor cresciuta in un ambiente dove è stata costretta fin da giovanissima a rinunciare alla  sua femminilità e al contatto con altre persone per poter accudire la madre .. una donna bloccata nella fase puberale. Quando quest’ultima muore Eleanor si  colpevolizza e non riesce ad uscire dal suo incubo. Poi capita che venga invitata a questo esperimento e crede di essere
riuscita a trovare degli amici … una vita normale … un riscatto ai patimenti subiti.
Per farsi accettare Eleanor inizia ad inventarsi una vita diversa,  raccontanto bugie e allo stesso tempo lasciandosi scappare  sempre più spesso cattiverie e gelosie verso i compagni di avventura.
Eleanor piano piano viene esclusa dagli altri e qui inizia il suo rapporto ossessivo con i fantasmi (interni) della casa. Più gli altri la escludo e più HillHouse diventa  il suo rifugio, diventa la madre che la chiama a se. Più Eleanor si distacca dagli altri più HillHouse la bracca. E Hillhouse diventa una madre iperpossessiva che la vuole tutta per se … e
Eleanor cade fra le braccia di questa enorme madre che la accoglie e non la lascia più scappare.

Non vi racconto come finisce il romanzo …. ma
“Nessun fantasma ha mai fatto del male a qualcuno fisicamente. L’unico danno fatto è quello della vittima a se stessa”

 

La Lotteria – Shirley Jackson

cbaffe8573a9a70cef0afabcc972a9cf_w240_h_mw_mh_cs_cx_cyChi ha letto l’incendiaria di Stephen King si è trovato all’inizio questa dedica:
In ricordo di Shirley Jackson, che non ha mai avuto bisogno di alzare la voce.

Quattro racconti brevi, in alcuni casi brevissimi. Quattro idee che piano piano portano il lettore verso un senso di inquietudine e di buio rimanendo all’interno di rituali giornalieri.   la semina per i contadini, una visita del dottore, il giorno delle nozze e una cena fra amiche.

Non voglio raccontare altro per non togliere il gusto della lettura a chi vorrà avvicinarsi a questa scrittrice.