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La casa sul canale – Georges Simenon

31go2i60IvL._BO1,204,203,200_La grande letteratura americana ci insegna che la descrizione minuziosa e reale del paesaggio è la base sulla quale costruire una storia che da semplice racconto si può trasformare in capolavoro. “La casa sul canale” è questo: pioggia e umidità in terra fiamminga ed Edmée, una giovane ragazza dal comportamento insolito, controcorrente ed autodistruttivo. Alcuni passaggi del libro sono veramente belli, ma a colpire di più è la velata sensazione di morbosità che la storia lascia addosso.

Una conferma.

TERZA DI COPERTINA
Rimasta orfana a sedici anni, Edmée arriva alle Irrigations, l’immensa proprietà dello zio materno a Neeroeteren, nella provincia belga del Limburgo:”terre basse, con filari simmetrici di pioppi interrotti qua e là dallamacchia nera di un bosco di abeti”; anche il cielo è basso e grigio, e in fondo, lungo i canali, scivolano lentamente le chiatte. Edmée è graziosa, minuta, pallida, quasi anemica e non parla una parola di fiammingo – ma ha una volontà di ferro, ed è abituata a farsi obbedire. Non ci vorrà molto perché entrambi i cugini si lascino ammaliare dal fascino acerbo, ambiguo, di quella creatura inquietante e dominatrice, così diversa da loro. E il dissidio tra i fratelli rivali non potrà che sfociare in tragedia

Il Fidanzamento del Sig.re Hire – G. Simenon

Nel 2003 la Biblioteca della Pleiade dedica un doppio volume a Georges Simenon. All’interno mescolati ci sono romanzi con Maigret e romanzi senza l’ispettore. Questo romanzo viene considerato degno di entrare in questa raccolta.

Cupo, dissociato, solitario il Sig.re Hire è il classico personaggio che si prende addosso le calunnie e le cattiverie dei vicini. Mr. Hire non ha rapporti di nessun genere non ha un amico, non ha una donna e per campare si arrangia con piccole truffe …
e poi è ebreo e nella Francia degli anni 30 non è salutare esserlo.

Nel sobborgo dove abita una prostituta viene uccisa.
Chi sarà il colpevole ?
Inizia da questa domanda il romanzo con una risposta scontata.
Chi se non il piccolo, viscido e solitario Ebreo ?
Il Signore Hire è la vittima del vox populi proprio perché “non conforme”.

Un romanzo attuale …

Luci nella notte – Georges Simenon

a200d846f7ebfc1aa5cfcddb5f526f54_w240_h_mw_mh_cs_cx_cyRISVOLTO
Quarantacinque milioni di auto. Tante ne sono previste sulle strade americane in questo primo week-end di settembre. Come altre migliaia di newyorchesi, Steve e Nancy Hogan partono per il Maine, dove i loro due figli hanno trascorso le vacanze in un campeggio chiamato Walla Walla. Una coppia come tante, con una bella casa a Long Island e un più che discreto tenore di vita. Ma anche con la rabbiosa scontentezza di un amore logorato dai risentimenti. Né l’uno né l’altro sospettano che questa volta il ponte del Labor Day segnerà nella loro esistenza una svolta drammatica, e al tempo stesso, forse, l’inizio di una sorta di palingenesi: perché fin dal pomeriggio Steve è, come dice lui, «entrato nel tunnel», ha cioè cominciato ad affogare nell’alcol le sue insoddisfazioni e le sue viltà; e perché in quelle stesse ore dalla prigione di Sing Sing è evaso un uomo, e il destino ha deciso che la sua strada incroci la loro.
Una macchina anni Cinquanta, una coppia sull’orlo della crisi, New York che si allontana nel retrovisore, il neon azzurro e rosso delle insegne dei bar, il whisky, l’asfalto, la musica jazz in sottofondo, la minaccia incombente della violenza: Simenon utilizza tutti gli elementi canonici del noir americano rinnovandoli e rivivificandoli come lui solo sa fare.
Scritto a Lakeville, nel Connecticut, nel luglio del 1953, e apparso quello stesso anno, Luci nella notte è, come scrive Michel Carly, «un puro capolavoro americano».

APPUNTI DISORDINATI DI LETTURA

L’ennesima dimostrazione che Simenon è indiscutibilmente uno dei migliori autori del novecento.

L’orologiaio di Everton – Georges Simenon

arton14452Da quando la moglie se n’è andata, quindici anni e mezzo prima, senza portarsi via il figlio di pochi mesi e lasciandosi dietro solo una vestaglietta di cotonina e la scia del suo profumo, Dave ha vissuto soltanto per Ben. Ogni attimo della sua vita. La notte come il giorno. Il figlio ha sempre detto che sì, era felice. Sulla madre non ha fatto mai un granché di domande. Allora perché una notte è andato via, anche lui senza una parola per quel padre che non desiderava altro che essergli amico? E perché lui e Lillian, la ragazzina quindicenne che lo ha seguito, hanno ucciso un uomo? Solo quando Ben, dopo il suo arresto, rifiuterà di vedere il padre, Dave comincerà a capire il figlio e il suo disperato bisogno di ribellarsi..

APPUNTI DISORDINATI DI LETTURA
Genitorialita’
Padri e figli e il sottile filo che li lega

Le finestre di fronte – Georges Simenon

copj13-asp2COMMENTO: Quanto la polizia/burocrazia possono incidere sulla vita degli individui. Ambientato nella russia comunista prende a pretesto la storia d’amore fra il console turco e la sua giovane segretaria (informatrice della polizia segreta) per raccontare l’oppressione. Racconta anche come le persone si “adattano” a questo stato di cose .. con l’accettazione prona … con lo stare dalla parte del più forte … e con la ribellione/fuga che costa spesso la vita. Non-ostante tutto questo a livello inferiore rispetto agli altri simenon che ho letto

(scheda pubblicata per l’edizione del 1985)
scheda di Tomasi, D., L’Indice 1985, n.10

Adil Bey è il nuovo console turco, appena arrivato a sostituire il suo predecessore morto in circostanze poco chiare a Bartum, cittadina sul Mar Nero, nei primi anni di Stalin. Bey tenta di carpire i segreti della realtà che lo circonda. Ma presto capisce che sono piuttosto gli altri a spiarlo, ad osservarlo, a rendere più esplicita la sua estraneità. Poco alla volta la narrazione – tutta costruita sul punto di vista del protagonista – assume le cadenze di un thriller metafisico. Il malessere e l’angoscia di Adil, ma anche le sue speranze di comprendere, si materializzano in quella finestra della casa di fronte al consolato dove qualcuno sembra spiarlo e dove egli stesso lancia i suoi sguardi più apprensivi. L’ambiguità che attraversa e pagine migliori del romanzo, culmina in alcune scene particolarmente intense come l’immagine del punto rosso di una sigaretta alla finestra di fronte o il modo in cui Adil scopre che qualcuno lo sta avvelenando: validi esempi di intensità rappresentativa che certamente avrebbero sedotto l’Hitchcock de “La finestra sul cortile” o de “Il sospetto”. Dal procedere del racconto emerge un mondo dove “tutto era sporco: muri, mobili, carte, sporco di quella sporcizia lugubre che si ritrova nelle caserme o in certi uffici pubblici”, un mondo che anticipa di quindici anni quello dell’antiutopia orwelliana di 1984, e ne trasmette lo stesso senso dl oppressione.

La camera azzurra – Georges Simenon

copj13aspTRAMA: “Sei così bello” gli aveva detto un giorno Andrée “che mi piacerebbe fare l’amore con te davanti a tutti…”. Quella volta Tony aveva avuto un sorriso da maschio soddisfatto: perché era ancora soltanto un gioco, perché mai nessuna donna gli aveva dato più piacere di lei. Solo quando il marito di Andrée era morto in circostanze non del tutto chiare, e Tony aveva ricevuto da lei il primo di quei brevi, sinistri biglietti anonimi, solo allora aveva capito, e aveva cominciato ad avere paura. Ancora una volta, nel suo stile asciutto e rapido Simenon racconta la storia di una passione divorante e assoluta, che non indietreggia nemmeno di fronte al crimine. Anzi, lo ripete.

COMMENTO: Quelli di Simenon sono i Noir prima che il Noir facesse moda e tendenza.
Belle e ficcante la descrizione del rapporto extra-coniugale e della “diversa” passione che lega i due principali protagonisti. Ben descritta l’atmosfera della provincia. Un romanzo sulla debolezza dell’essere umano, sul significato e sulle conseguenze delle parole e delle passioni ….

DA LEGGERE