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Novità USA nel mondo dell’editoria (in Italia già tecnicamente presente dal 2012)

Leggevo, stamani, questo articolo:
http://www.smartworld.it/tecnolo…/libri-stampati-ebooqr.html

e pensavo fra me e me:
Interessanti sviluppi si possono fare in questo modo:
riportare foto e immagini che illustrino meglio il testo,
ma anche copie anastatiche di vecchi libri
che possono servire alla comprensione del testo.

Poi BOOM negli USA … presto anche in Italia.
Una rotella frulla nel mio cervello …..
vado alla ricerca di un libro del 2012 ..
LA GENERAZIONE di Simone Lenzi (scrittore, traduttore, voce e autore dei testi dei VIRGINIANA MILLER).
Era già stato fatto in italia da Baldini e Castoldi nel 2012.
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Oppure, per esempio, già UTET e in alcuni casi anche altri editori
inseriscono un codice per scaricare la versione digitale del libro acquistato in cartaceo

La Generazione – Simone Lenzi

lagenerazione1_0Divertente e drammatico allo stesso tempo, un po come il Primo amici miei. L’ossessione della paternità/maternità della genitorialità. L’impossibilità o la difficoltà a riuscirci.
La storia, vista dagli occhi dell’uomo, dove la donna ha un ruolo di cOmprimaria. Quasi a voler ribaltare la natura e il naturale svolgere della generazione di una nuova vita.
Divertenti i qudretti familiari. Alla fine anche quelle pagine piene di citazioni da classici della biologia prendono un senso all’interno degli accadimenti.

TERZA DI COPERTINA
Un portiere notturno d’albergo, che ha scelto quel mestiere per soddisfare in solitudine la propria passione per i libri, è impegnato con la moglie in un tentativo di procreazione assistita. La faccenda diventa ben presto un assillo, soprattutto per la donna, mentre lui si rifugia in letture che, prendendo spunto dalla riflessione medico scientifica e filosofica sulla generazione umana, finiscono con l’imbastire una fitta trama di rimandi dove teorie e personaggi si confondono in echi e assonanze imprevedibili eppure sempre coerenti. La vita famigliare, si rende conto, è molto diversa da quella che da bambino aveva trovato descritta in un manuale domestico cui aveva creduto come a una bibbia. Romanzo al contempo drammatico e divertente – organizzato intorno alla massima di Ippocrate posta in apertura, «La vita è breve, l’arte è lunga, l’occasione fuggevole, l’esperimento pericoloso, il giudizio difficile» – La generazione interroga il lettore sul desiderio di avere figli per come questo si declina al maschile e al femminile, proponendo con discrezione una via di uscita all’ossessione, una seconda chance che i protagonisti daranno a se stessi per tornare a vivere. Una cura oltre la medicina.
Da questo libro è tratto il prossimo film di Paolo Virzì (set da febbraio 2012) che ha detto: “Simone ha scritto una cosa che mi stringe il cuore, la storia di una giovane coppia che cerca di avere un figlio, una storia ispirata un po’ alla sua vita. A me interessa ficcare il naso nelle vite degli altri, è la spinta più forte che mi porta a fare questo mestiere, e così andata anche stavolta”.
L’AUTORESimone Lenzi, cantante livornese leader della band Virginiana Miller, è nato a Livorno nel 1968. Dopo gli studi in filosofia all’università di Pisa (finisce gli esami ma non dà la tesi), fa i più svariati lavori: dall’accompagnatore turistico al programmatore, dal libraio al ghostwriter di grammatiche scolastiche. Nel frattempo canta e scrive testi per i Virginiana Miller, con cui realizza cinque dischi considerati fra i migliori prodotti del panorama indie italiano. Insieme a Simone Marchesi ha tradotto il primo libro degli “Epigrammi” di Marziale (2008) e “Un’America” di Robert Pinsky (2009).

Propedeutico alla prossima lettura

Prima di andare a dormire, ogni sera, la mamma porta in braccio Federico a salutare lo Zio raffigurato a olio, a china e a matita n decine di ritratti lungo il corridoio. Ecco ad esempio lo Zio che passeggia nei sobborghi di Heiligensatd, lo Zio accigliato … … “Cio” dice Federico, e lo saluta con la manina. MALI MINORI – Simone Lenzi – Lo Zio pag 116-119

Mali Minori – Simone Lenzi

indexMICRORECENSIONE:
Per certi versi l’ho trovato molto vicino a “La Vendetta” di Agotha Kristoff.
Come lei “I’Lenzi” usa lo stiletto per lasciare un marchio indelebile sulla pelle

TERZA DI COPERTINA:
Un episodio dell’infanzia ferocemente, teneramente irrimediabile. Un desiderio non esaudito, una piccola ingiustizia, una sconfitta, un malinteso. Di mali minori, di piccole catastrofi infantili, questo è un repertorio tragicomico.

I mali minori non hanno aria da tragedia. Non sono mai, per definizione, niente di irreparabile. Sono i doni sbagliati di Natale, gli esiti di un’informazione parziale o difettosa, i piccoli ma perfidi accanimenti della sfortuna che assumono agli occhi di un bambino la valenza di un disastro. Scaturiscono da un’incomprensione degli adulti che sembra mettere a rischio il senso stesso del mondo. Oppure da un’incapacità dei bambini a corrispondere alle aspettative degli altri, che li porta a conoscere per la prima volta quell’inadeguatezza contro cui si troveranno a lottare per tutta la vita. Oppure infine da quella cospirazione di cose che porta talvolta a interpretare gli eventi come un teatro, dove a reggere le sorti dei personaggi più inermi interviene spesso una mano dispettosa. Viene in mente la parabola del piccolo Carlo Emilio Gadda che, forzando per una volta l’avarizia dei genitori, riuscì finalmente a farsi comprare un gelato, che per colpa di un piccione non mangiò mai. Certo, col tempo il male minore smette di far soffrire. Resta, però, di lui un qualche noioso prurito dell’anima. Proprio come quando, d’estate, si aggiunge all’opprimente calura la noia di una zanzara.

Sul lungomai di Livorno – Simone Lenzi

«Ne ho conosciuti a decine di sprecati in questa città.Sprecarsi a Livorno è la cosa più facile del mondo. Tutto ti aiuta a farlo.»
«La retorica impone che si dia prima la cattiva notizia: i livornesi vogliono avere a che fare soltanto con i livornesi. La buona è invece che diventare livornesi non è affatto difficile: siamo tutti pronti a darvi una mano. Perché è bene si sappia subito che a noi, di voi, di chi siete e del luogo da cui provenite, francamente non ce ne importa nulla. Se però, dichiarando la vostra apostasia, professerete adesione alla livornesità, non solo sarete i benvenuti, ma faremo di tutto per farvi sentire a casa, visto che, per la vostra intelligenza, avete saputo vedere quel che gli altri (si pensi ai disgraziati che si ostinano a vivere a Parigi, Milano, New York o Roma) non vedono.»Tre traslochi avvenuti nel corso di vent’anni per ritrarre una città dove ogni volta è facile sentirsi a casa, un posto accogliente come una trappola per topi dal quale sembra impossibile fuggire, a meno di non essere disposti a pagare il prezzo di una nostalgia infinita.

APPUNTI DISORDINATI DI LETTURA