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Appunti disordinati di lettura (Il primo Dio – Emanuel Carnevali)

APPUNTI DISORDINATI DI LETTURA
Iniziamo a parlare dell’uomo che nasce quando il padre ha già lasciato la madre (moemanuel-carnevalirfinomane) da sola insieme alla di lei sorella (anche lei morfinomane).
Ma tante di queste cose le potete leggere su questa pagina
Quello che interessa raccontarvi sono le mie impressioni di lettura  le cose che mi ha fatto venire a mente. Due nomi su tutti Syd Barret e Luciano Bianciardi.
Comico direte.
Syd Barrett perchè come a lui la definizione DIAMANTE GREZZO calza a pennello.
Arriva in america e non sa una parola di inglese, le impara attraverso le insegne dei negozi, non solo parla un inglese scolastico ma molto spesso con una costruzione ed un senso letterale che gli americano non conoscono. Quando in una sua opera parlando del padre e dei rapporti fra di loro fa dire:
For the enemy in flight we built a golden bridge
A nemico che fugge ponti d’oro.
Ora l’americano, anche se letterato si chiede perchè si debbano costruire ponti d’oro ad un nemico che fugge ed è anche attraverso queste traduzioni nonsenso che Carnevali viene considerato un genio, un innovatore, un visionario il padre putativo della BEAT GENERATION.

LUCIANO BIANCIARDI
La stessa rabbia, la stessa frustrazione, la stessa voglia di spaccare il mondo che ho trovato ne  “LA VITA AGRA” l’ho trovato ne IL PRIMO DIO.  il trovarsi in terra straniera. La Milano degli anni 50 per il figlio di un minatore maremmano era veramente un altro mondo anche se sempre di Italia si parla. I Lavori umilianti, le paghe che non bastano mai e il sentirsi pronti per qualcosa di meglio di quello che si ha.

Adesso però vi spiego perché l’ho iniziato a leggere … la canzone dei MASSIMO VOLUME mi aveva già incuriosito … GODETEVELA

Poi leggo un intervista a Francesco Bianconi dei Baustelle che ha collaborato alla realizzazione dell’ultimo disco di Bobo Rondelli e lo ritrovo citato e cantato

Allora mi sono detto se tutti questi autori che ascolto tributano Carnevali lo devo leggere.

[LIBRO] Rosso Floyd – Michele Mari

RossoFloyddiMicheleMariunviaggiofantasticonellastoriadeiPinkFloydE se ti mostro il mio lato oscuro
mi stringerai ugualmente questa notte?
E se ti apro il mio cuore
e ti mostro il mio lato debole,
che cosa farai?
R.W. (Final Cut – The Final Cut)

“Mio padre si chiamava Eric Fletcher Waters. Morì ad Anzio il 18 febbraio 1944. Io sono nato 165 giorni prima della sua morte. La gente mi conosce come Roger Waters, voce, bassista e autore della maggior parte dei testi dei Pink Floyd”. Inizia così una delle confessioni dell’immaginaria “istruttoria” che fa da spina dorsale a questo libro. Un romanzo che ricostruisce la parabola artistica dei Pink Floyd facendo coincidere i dati biografici con quelli fantastici, dando forma a un impasto unico modellato intorno a una delle band più celebrate del ventesimo secolo. A sovraintendere a questa febbrile requisitoria sono “i siamesi”: due cervelli per un solo corpo, un legame conflittuale come quello che unì Roger Waters e David Gilmour. Ma qual è stato l’originario “evento scarlatto” che ha fatto dei Pink Floyd la leggenda che sono diventati? Sappiamo che Syd “Diamante Pazzo” Barrett – dopo appena due dischi e un’esperienza psichedelica dalla quale non si riprenderà mai più viene allontanato dai suoi stessi compagni. È allora che decide di rinchiudersi nello scantinato della casa di famiglia a Cambridge, in compagnia delle sue amate chitarre e di tutta la musica che ha in testa. La stessa musica che, grazie ai concerti tenuti dal gruppo, continua a fare il giro del mondo: come se il talento visionario di Barrett avesse continuato a influenzare sotterraneamente ogni canzone composta dagli altri Pink Floyd dopo il suo esilio.