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Il buio dentro – Antonio Lanzetta

APPUNTI DISORDINATI DI LETTURA

Penso che un libro per piacermi deve invogliarmi in maniera ossessiva a leggere il capitolo dopo.
Un thriller/giallo/noir per piacermi deve non limitarsi alla sola azione di ricerca del colpevole ma mettere sul piatto anche temi attuali e sociali. IL BUIO DENTRO è un thriller che mi è piaciuto. Mi sono piaciute le ambientazioni e i personaggi che ai trovano in quella fase dell’adolescenza molto particolare e che fa da spartiacque fra quello che siano e quello che diventeremo.

A quella età pensiamo che le amicizie non ci tradiranno mai e che ci saranno sempre fedeli …. ma anche di quanto, con la nostra speranza nel futuro e con la sensazione di immortalità, siano enormemente vicino al male e al buio.

Aggiungo un sola cosa
Isla de las munecas

Il Sospettato X – Keigo Igashino

APPUNTI DISORDINATI DI LETTURA
Il sospettato X è una lettura consigliata . . . Questo libro è il terzo nella serie del “Detective Galileo”, ma non ho avuto l’impressione che mi mancassero informazioni già raccontate anche perché  in realtà, non c’erano riferimenti a casi o misteri precedenti.
Se non fosse per una ricerca su Google non avrei scoperto questa cosa.
Quindi perché Il Sospettato  X è una lettura consigliata ?

Il detective principale, Kusanagi, è una persona normale .. non è un alcolizzato, non è stato lasciato dalle moglie, non è un “tromber de femme”.
La presenza di un amico del detective che alla fine risolve il caso non è un poliziotto, ma un fisico, dal nome Manabu Yukawa, che risolve il mistero usando le tecniche di investigazione scientifiche ….

Perché ….

Ishigami, un geniale insegnante di matematica.
L’omicidio avviene subito entro i primi due capitoli e sappiamo immediatamente chi lo ha commesso e perché. Yasuko una madre single che uccide per legittima difesa l’ex marito. Quando però Yasuko vuole andare a costituirsi Ishigani lo impedisce e crea un alibi perfetto e inattaccabile. Quello che segue infatti è un continuo e avvincente gioco del gatto e del topo tra i due Ishigani e Yukawa

Il finale DEVASTANTE.

Lo stile di questo romanzo calmo, tranquillo, metodico e riflessivo. Nessun pneumatico stridente. Nessun litigio tra i detective. Nessuna minaccia con le pistole.

E’ più semplice trovare una soluzione al problema o verificare che la soluzione data da un altro è corretta o meno ?

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TERZA DI COPERTINA
Dopo il divorzio da un uomo violento, Yasuko cresce da sola la figlia Misato e cerca di rifarsi una vita indipendente, tenendo lontani gli errori del passato. Quando l’ex marito si presenta alla sua porta per estorcerle del denaro, minacciando sia lei che la figlia, Yasuko perde il controllo e lo uccide strangolandolo con un cavo. Il vicino di casa, il signor Ishigami, un meticoloso professore di matematica di mezz’età, ha sentito tutto e, invece di denunciare l’accaduto, si offre di aiutare Yasuko, a patto che lei e la figlia seguano alla lettera i suoi ordini. L’insospettabile matematico ha un piano degno della sua professione in cui niente è lasciato al caso: si occupa del cadavere e costruisce per le due donne un alibi inappuntabile. Ma l’investigatore Kusanagi, a cui viene affidato il caso, capisce immediatamente di aver bisogno d’aiuto e si rivolge all’infallibile dottor Yukawa, alias Galileo, un fisico che collabora con la polizia. Lo scienziato intuisce che il delitto nasconde qualcosa di molto anomalo e che qualcuno sta cercando ingegnosamente di depistare le indagini. Un inedito ritratto del Giappone moderno, tra solitudine e alienazione, in cui Higashino, magistrale burattinaio, è capace di far muovere i personaggi in maniera impeccabile e perfettamente verosimile. Titolo originale: ”Yôgisha X no Kenshin” (2005).

L’uomo di casa – Romano De Marco

Finito di leggere ieri sera “l’uomo di casa” di Romano De Marco.
Complimenti all’autore per aver scelto, rischiando, un tema centrale già utilizzato da altri e quindi potenzialmente pericoloso per i confronti che potevano essere portati.
Quanto conosciamo la persona che ci sta accanto ?
La difficoltà dell’elaborazione del lutto e la sindrome del sopravvissuto.
Pieno di colpi di scena, calibrati, sistemati nel momento giusto per ribaltare la visione fino a li composta dalla mente del lettore (la mia nello specifico). Mi è piaciuto anche il giallo dentro il giallo.
Ovvero dentro alla ricerca spasmodica della Lilith di Richmond
perché Alan investigava visto che non è un membro di nessuna polizia (cittadina, statale o federale americana) …

Bello e consigliato …
Spero di riuscire a essere presente al Caffè Vienna a Ferrara per stringere la mano ad un autore che ho scoperto solo con questo libro.

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La vita perfetta di Sandra Morrison è andata in pezzi il giorno in cui Alan, suo marito, è stato ritrovato morto in uno squallido parcheggio. Era seduto nella sua auto, con la gola tagliata e i pantaloni calati. La polizia non ha dubbi: un banale caso di omicidio a scopo di rapina, probabilmente un incontro finito male con una prostituta. Per Sandra, è come essere precipitata in un incubo: ora è rimasta sola nella bella casa di Bobbyber Drive, a occuparsi della figlia adolescente ferita e arrabbiata e a rimettere insieme i pezzi di un puzzle senza senso. Chi era l’uomo con cui ha condiviso vent’anni? Un irreprensibile uomo di casa, marito e padre amorevole, stimato professionista? Oppure un ipocrita dalla doppia vita?

E la situazione peggiora quando Sandra scopre che, all’insaputa di tutti, Alan stava indagando da tempo su un caso di cronaca nera rimasto irrisolto trent’anni prima: il rapimento e l’uccisione di sei bambini a Richmond, Virginia, per mano di una donna che nessuno è mai riuscito a identificare. Ma perché Alan era tanto ossessionato dall’enigma della Lilith di Richmond? Cosa lo legava a quella vecchia storia di orrore e morte? E perché aveva tenuto segreto quel morboso interesse?

Nella sua angosciosa ricerca della verità, Sandra scoprirà che non solo suo marito, ma tutte le persone che la circondano hanno qualcosa da nascondere. E, soprattutto, che il filo di sangue che unisce l’omicidio del presente a quelli del passato non si è ancora spezzato. E la prossima vittima potrebbe essere proprio lei.

Fore Morra – Diego Di Dio

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Questo non è un libro … è una BOMBA di libro. Sono convinto che se invece del nome dell’autore ci fosse quello di un suo concittadino più famoso sarebbe fra i libri più venduti.
Perché il libro lo meriterebbe. Fore Morra è tante cose è tanta roba.
Un romanzo di azione che non ti lascia mai, dal quale non riesci a staccarti.
Un romanzo che narra la storia di una discesa negli inferi, una discesa senza nessuna speranza di redenzione. La storia di due ragazzi Alisa e Buba (*) che ad un certo punto della loro vita si incontrano e formano una coppia professionalmente valida senza però essere una “coppia” .. forse.
Non voglio e non ho mai raccontato le trame dei libri e non lo farò adesso. Però datemi retta correte in libreria se leggete in cartaceo, accendete il vostro ebook se leggete in digitale e correte a prenderlo.

(*) All’inizio non capivo il soprannome … a Firenze i’Buba è la persona che si lamenta in continuazione di tutto che ha sempre da ridire di tutto, di tutti, su tutto… il personaggio del libro invece non è così e questo all’inizio mi ha un po spiazzato

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TERZA DI COPERTINA
Alisa e Buba sono due sicari. Entrambi sono professionali, spietati, ben noti nell’ambiente. Lavorano insieme, ma non potrebbero essere più diversi. Buba è un uomo possente, maniacale, una perfetta macchina di morte dal passato ambiguo e oscuro. Alisa è una sopravvissuta. Si porta dietro il fardello di un’infanzia trascorsa tra violenze e angherie, tra abusi e povertà: è cresciuta ai margini di una società feroce e impietosa. Quando viene commissionato loro l’omicidio di un piccolo camorrista, scoprono che si tratta di una trappola architettata da un uomo potente e determinato, chiamato “il boss”, e di cui si sa una cosa sola: il suo obiettivo è catturare Alisa, catturarla viva. Andando a ritroso nella memoria, esplorando i tormenti e le violenze subite nella sua vita, Alisa dovrà capire chi si nasconde dietro la grande macchinazione congegnata ai suoi danni. Lei e Buba dovranno addentrarsi tra i quartieri di Napoli e negli antri bui della mente umana, per scoprire quanto profondo e devastante possa essere l’odio di un uomo tradito. Fore morra: fuori dalla camorra. Come proiettili impazziti, con tutti e con nessuno.

Formicae – Piernicola Silvi

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Ho deciso di leggere questo libro dopo che Arturo, collega libraio, e creatore delle video recensione che trovate più sotto me ne ha parlato con toni entusiasti (e non aveva torto)
Un bel libro, un bel thriller e anche un bel noir. Dove finalmente non si incontrano tutti gli stereotipi tipici di questo genere.
Senza fare spoiler cercherò di spiegare cosa mi è piaciuto.
Intanto la doppia narrazione .. quella dell’investigatore e quella dell’investigato che procedono di pari passo e si intersecano (mi viene in mente Carambole di Hakan Nesser)
Ritmico, avvolgente … oserei direi molto televisivo (qui mi viene in mente Sandrone Dazeri di “Uccidi il Padre”) . Una visione molte reale di tutto quello che sta intorno alla risoluzione di un caso .. giornalisti, talk show, politici …riprodotti molto fedelmente a quello che si vede in tv dopo fatti criminosi.

Un difetto vogliamo trovarlo ?
< un ora dopo> mumble mumble mumble < molto tempo dopo>
Un finale un po troppo americano.

TERZA DI COPERTINA

“Mi chiamo Renzo Bruni e dirigo la seconda divisione dello Sco, il servizio centrale operativo della Polizia di Stato. Fare il poliziotto era quello che volevo. Il mio lavoro è applicare la legge e cerco di farlo nel migliore dei modi. Ho delle storie da raccontare perché ne ho vissute molte. E le ho sofferte tutte”.

La voce al telefono dice che Livio Jarussi, il bambino scomparso da due anni, è vivo e sta bene. Aspetta soltanto di essere riportato a casa, dai suoi genitori. Quando la polizia arriva nel luogo indicato dalla voce anonima, una discarica alla periferia di Foggia, trova una scena sconcertante. Qualcuno ha allestito un terribile quadro rituale. Sepolto malamente tra i rifiuti c’è il corpo di Livio. Sulla misera tomba, come un lugubre ornamento, si alza una croce di legno e ferro. Ciò che rimane di Livio, ormai mangiato dalla terra che lo ha nascosto per due anni, è quasi solo un brandello della felpa che indossava al momento della scomparsa, dove campeggia la scritta Zio Teddy. Una macabra firma.
Per Renzo Bruni, alto funzionario del Servizio Centrale Operativo, il mitico SCO, l’unità investigativa della Polizia di Stato, questo ritrovamento significa tornare a occuparsi del caso che più di ogni altro l’ha tormentato, come poliziotto e come uomo. Per Zio Teddy invece è semplicemente la ripresa di una partita a due, giocata con gli strumenti del male. Ma in questa storia ad alta tensione emotiva, scritta da un maestro italiano del thriller, ciò che a prima vista sembra vero non è detto che lo sia fino in fondo. In questa storia le cose che accadono hanno sempre un lato sinistro. La partita inizia tra i due avversari, infatti, si apre presto a un terzo giocatore, il più feroce, il più sfuggente.
Anche lui, come Bruni, ma per ragioni diverse e inaspettate, vuole che il mostro di Livio e di altri innocenti torni nell’inferno brulicante di formiche che lo ha generato.

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L’abito da sposo – Pierre Lemaitre

Deh che vi devo di’ di più 🙂
Un Thriller psicologico che ha il suo essere nella descrizione della morbosità e della perversione di un malato di mente. Accanimento, ossessione, morbosità ecco i temi dominanti che si ritrovano in tutte le pagine di questo Thriller dalla struttura ben definita … in alternativa alla mente malata abito da sposodi uno dei protagonisti del romanzo stesso.

TERZA DI COPERTINA
Chi è veramente Sophie? Sappiamo che ha trentanni ed è la babysitter di Leo, il figlio di una coppia di ricchi parigini. La giovane donna sembra non avere una vita privata, si dedica totalmente al bambino, il resto è un mistero. Ma sappiamo che è ossessionata da una doppia identità, dimentica cosa ha fatto poche ore prima e vive in un costante stato di oblio. Una sera la mamma di Leo rientra tardi e trova Sophie addormentata davanti alla tv, le propone di restare a dormire e lei accetta. Il mattino dopo la ragazza si risveglia sola in casa e fa una terribile scoperta: Leo è stato strangolato nel sonno, proprio accanto a lei. Lo sconcerto è profondo e la soluzione che le si prospetta è una sola: una fuga senza meta, via da Parigi, lontano da tutto, per provare a ricostruirsi una vita. Perché Sophie deve salvare se stessa e agirà ignara di essere in trappola da sempre, costretta a una corsa folle come un animale in gabbia. Di chi sia la mano che tiene la vita di Sophie in pugno e perché sia intenzionata a distruggerle l’esistenza è la storia di questo romanzo: una discesa negli inferi della mente, una partita a scacchi dove due protagonisti si sfidano con strategie impeccabili e dove anche la psicosi più efferata riesce a trovare una spiegazione, una forma di compassione.

L’invito – Ruth Ware

Linvito_Sovra.inddHa una serie di argomenti interessanti.
La difficoltà di riprendere le amicizie dopo che sono passati anni nei quali si sono perse le tracce, ma su questo argomento Haruki Murakami nel suo L’incolore Tazaki Tsukuru e i suoi anni di pellegrinaggio è stato più profondo nella ricerca e nella descrizione psicologica dei personaggi.
Le gelosie fra amiche e occhio a cosa dite/non dite fate/non fate perché un domani qualcuno potrebbe presentare il conto, ma anche in questo caso forse era meglio spendere qualche pagina sul rapporto fra James e Nora invece di inutili descrizioni della casa, delle ciucche e sniffate.
Vorrebbe (?) essere un mix fra “Dieci piccoli indiani” e “Invito a cena con delitto”, ma alla fine è un thriller come tanti altri che si può leggere, ma anche no. Si può leggere se si cerca una lettura non impegnativa ,, una lettura da ombrellone.
Idee interessanti ma poco sviluppate.

TERZA DI COPERTINA

Dieci anni cambiano una persona. A dieci anni dalla fine del liceo Leonora Shaw, Nora, ne ha fatta di strada: è diventata una scrittrice, la sua vita è scandita dal lavoro alla scrivania nel suo monolocale dell’East End londinese, dalle tazze di caffè e dalle corse nel parco. Della vecchia Leonora non resta più nulla, nemmeno il nomignolo di allora, Lee. Tutti possono avere mille buoni motivi per non frequentare gli amici di un tempo, per troncare con il passato, per incominciare una nuova vita. E Nora ha un ottimo motivo. Eppure, quando riceve l’invito all’addio al nubilato della sua ex amica del cuore, si fa strada in lei un assurdo senso di colpa unito a un assurdo sentimento di riconoscenza verso Clare per essersi fatta viva dopo dieci anni. Sebbene con riluttanza, accetta di trascorrere un weekend in una villa nei boschi del Northumberland insieme ai vecchi amici, e di colpo si trova catapultata indietro nel tempo di dieci anni, in quel passato che ha meticolosamente cercato di cancellare. E capisce di aver commesso un errore.
Il peggior errore della sua vita.

Ricorda Maggie Rose – James Patterson

Thriller di puro intrattenimento. Perfetto per una sceneggiatura Hollywoodiana (come poi effettivamente è stato).
Classica storia9788850238279_ricorda_maggie_rose dove il male e il bene si affrontano e dove i personaggi sono definiti alla perfezione. La scrittura è scorrevole e fino alla fine tiene in sospeso il lettore con la curiosità di sapere cosa può accadere, perché come ci insegna la realtà non sempre chi sta’ dalla parte del bene si comporta di conseguenza.

TERZA DI COPERTINA
Gary Soneji è un tranquillo insegnante di matematica di una scuola di Washington. I colleghi lo stimano, i ragazzi lo adorano. Almeno fino al giorno in cui scompare, e con lui Maggie Rose, figlia di una star del cinema, e Michael Goldberg, figlio del ministro del Tesoro. Tutta la città è incredula, sconcertata, e ignora che non si tratta nemmeno della prima «impresa» di Soneji. Un caso micidiale per Alex Cross, detective e profiler, affiancato questa volta da Jezzie Flanagan, abile e bellissima agente dei Servizi. Tra i due scocca una scintilla e Cross lascia che le questioni personali si avvicinino pericolosamente a un caso già abbastanza rischioso e coinvolgente…

L’uomo del XXI secolo ha la memoria “corta”

TERZA DI COPERTINA
Non simage_book.phpa come si chiama, né da dove viene. Non ha casa, soldi, memoria. Non gli restano che una ferita d’arma da fuoco a una spalla e un nome tatuato sul palmo della mano: Noah. Febbraio, Berlino. Insieme a Oscar, Noah fa la coda fuori da un asilo per senzatetto. Ma non sa se il suo nome sia davvero Noah, né se lui sia davvero un barbone. Sa di parlare tedesco con un accento strano, e che Oscar – senzatetto vero, fissato con la numerologia e le cospirazioni l’ha trovato agonizzante vicino a dei binari. Ma come recuperare la memoria? Come capire chi è e perché qualcuno ha tentato di ucciderlo? Se Noah potesse prevedere il vortice di eventi in cui lo trascinerà la ricerca del passato, forse rimarrebbe in quella coda. Ma l’istinto – il suo istinto di soldato addestrato, forse di killer – lo spinge ad andare avanti; e nella caccia adrenalinica alla verità Noah scoprirà che a rischiare di morire, insieme a lui, sono milioni di persone in tutto il mondo.

MICRORECENSIONE (Alessandra)
In un possibile 21° secolo, un virus creato appositamente sta decimando la popolazione mondiale e il destino del mondo, così come la diffusione del vaccino che dovrebbe sconfiggerlo, sembra legato al destino di un giovane (Noah)che però non ricorda la propria identità. Il romanzo parte bene, strutturato come un thriller che mette in parallelo l’inchiesta sull’identità di Noah e sul misterioso virus. Ma dopo la soluzione del mistero che riguarda la vera identità del protagonista, il romanzo si avviluppa su se stesso per sfociare in un messaggio circa la distruzione del pianeta ad opera dell’uomo stesso. Il testo è molto ridondante e si dilunga su particolari ad effetto, facendo l’effetto di un kolossal americano. Interessante è però l’immagine di Noah, simbolo dell’uomo odierno che è dilaniato tra bene e male, che soffre di vuoti di memoria che lo fanno andare avanti lacerato tra il bisogno di consumare per vivere e la coscienza che l’Occidente sta sperperando le risorse del pianeta.

Alex – Pierre Lemaitre

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Mentre cammina per le strade di Parigi, Alex, una giovane donna di trent’anni, viene seguita da uno sconosciuto che, dopo averla aggredita e picchiata selvaggiamente, la carica su un anonimo furgone bianco facendo perdere le sue tracce. Portata in un magazzino abbandonato, la ragazza viene rinchiusa in una gabbia di legno appesa a due metri da terra. Per lei non c’è via d’uscita: non sa dove si trova, né cosa voglia quell’uomo che non le rivolge mai la parola. I giorni passano tra mille sofferenze. Piegata dentro quella gabbia che non le permette il minimo movimento, in quel luogo umido e buio, Alex sente che il suo destino è segnato e che nessuno verrà a soccorrerla. Ha una sola certezza: il suo rapitore vuole vederla morire. C’è però un testimone che ha assistito al rapimento, e grazie alla sua segnalazione il comandante di polizia Camille Verhoeven, un uomo fuori dal comune, con un tragico trascorso personale e modi formidabili, inizia a indagare sulla vicenda. Chi è il sequestratore? Perché ha architettato tutto questo? E, soprattutto, chi è davvero Alex? Quando l’aguzzino viene finalmente identificato e la polizia fa irruzione nel luogo del sequestro, la gabbia è vuota. La ragazza si è volatilizzata…

MICRORECENSIONE:

“Mah, la verità, la verità … Chi può dire che cosa è vero e che cosa non lo è, comandante! Per noi l’essenziale non è la verità, ma la giustizia, no?”. Ecco questa è la frase finale del libro. La leggo e decido che devo leggerlo … già mi immagino cose che poi non troverò. Un occasione persa per fare di un giallettino da spiaggia un noir da tenere accanto a Simenon.