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Umberto Eco “Chi voterà no è un imbecille” …

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Leggetevi questo articolo
Leggetevi, poi, anche i commenti
Poi fate due più due .. ma non su come votare al referendum, ma sulla sanità mentale e l’ignoranza dei tanti che usano l’internette
PS: l’intervista dell’articolo è stata rilasciata il 26/10/2016
l’intervestitato è deceduto il 19/02/2016 e forse senza conoscere le date esatte bastava sapere che Umberto Eco è morto.
Queste due informazioni erano le sole che servivano a far capire che è/era una bufala.
Guardate quanti GHIOZZI abboccano

PS: Concordo con chi dice che il problema dell’Italia non è la fuga dei cervelli, ma la contemporanea permanenza di altri

Il cimitero Praga – Umberto Eco

67551-cimiteropraga300dpi-285x397Ho visitato il Cimitero di Praga per ben due volte. La prima nel 1989 qualche mese prima della caduta del muro di Berlino e la seconda nel 2014. Acquistato quindi a scatola chiusa pensando ad un romanzo sul GOLEM e sulla sua trascrizione nella storia contemporanea.

Invece no … ma non è stata una delusione.
Un affresco di come la mistificazione e la creazione di falsi sia ala base della storia degli ultimi secoli …

TERZA DI COPERTINA

Lungo il XIX secolo, tra Torino, Palermo e Parigi, troviamo una satanista isterica, un abate che muore due volte, alcuni cadaveri in una fogna parigina, un garibaldino che si chiamava Ippolito Nievo, scomparso in mare nei pressi dello Stromboli, il falso bordereau di Dreyfus per l’ambasciata tedesca, la crescita graduale di quella falsificazione nota come I protocolli dei Savi Anziani di Sion, che ispirerà a Hitler i campi di sterminio, gesuiti che tramano contro i massoni, massoni, carbonari e mazziniani che strangolano i preti con le loro stesse budella, un Garibaldi artritico dalle gambe storte, i piani dei servizi segreti piemontesi, francesi, prussiani e russi, le stragi in una Parigi della Comune dove si mangiano i topi, colpi di pugnale, orrendi e puteolenti ritrovi per criminali che tra i fumi dell’assenzio pianificano esplosioni e rivolte di piazza, barbe finte, falsi notai, testamenti mendaci, confraternite diaboliche e messe nere. Ottimo materiale per un romanzo d’appendice di stile ottocentesco, tra l’altro illustrato come i feuilletons di quel tempo. Ecco di che contentare il peggiore tra i lettori. Tranne un particolare. Eccetto il protagonista, tutti gli altri personaggi di questo romanzo sono realmente esistiti e hanno fatto quello che hanno fatto. E anche il protagonista fa cose che sono state veramente fatte, tranne che ne fa molte, che probabilmente hanno avuto autori diversi. Ma chi lo sa, quando ci si muove tra servizi segreti, agenti doppi, ufficiali felloni ed ecclesiastici peccatori, può accadere di tutto. Anche che l’unico personaggio inventato di questa storia sia il più vero di tutti, e assomigli moltissimo ad altri che sono ancora tra noi.

Il nome della rosa – Umberto Eco

nome_della_rosaAdamo ed Eva furono cacciati dal paradiso terrestra per aver mangiato la mela simbolo della conoscenza. In questo romanzo i poveri monaci vengono uccisi, espulsi dal paradiso, per aver tentato di leggere libri proibiti per amor di conoscenza.

La conoscenza, quindi, come peccato originale.

Conoscere, leggere, studiare porta il nostro cervello (se ne abbiamo ancora uno) a rappresentare, vagliare, controllare, valutare gli accadimenti e a capire che tutti non siamo uguali.
Da qui nascono le rivolte, le opposizioni, le eresie.

Molto meglio essere ignoranti e non capire quello che succede o conoscere e rendersi conto delle porcate che accadono ?

Cosa c’entra tutto questo con il libro di Umberto Eco ? entrare, secondo me, entra … anche senza spingere tanto.