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54 – Wu Ming

“L’Italia e uno stivale, noi abbiam provato di lustrarlo, ma il posto di uno stivale resta
sempre il fango

54

Un romanzo storico, apparentemente, sul secondo dopoguerra. Dico apparentemente perché il 1954 segna una svolta nella storia contemporanea. Nasce il KGB in Russia, in america il senatore McCarthy e la sua politica iniziano la parabola discendente. La sconfitta della Francia in Indocina, il caso Montesi in Italia, iniziano le trasmissioni televisive del PROGRAMMA NAZIONALE. Un romanzo fatto di tante storie fra le quali  anche quella del fantomatico film che Cary Grant doveva girare in Yugoslavia per conto della CIA nel tentativo di avvicinare Tito alle posizioni occidentali ( o tenerlo lontano dalla russia di Stalin)

SINOSSI

Non è dopoguerra, è solo un’altra guerra. Il mondo è diviso in blocchi, in realtà ideologie e frontiere si stanno già sgretolando: merci e droga non conoscono confini. Dalla Dalmazia a Mosca a Hollywood, da Napoli alla Francia, da Bologna a Trieste, tra balere, viaggi clandestini oltrefrontiera e incontri di pugilato, una folla di protagonisti, spinti da una corrente che li travolge e li supera, si muove verso uno sbocco ignoto. Nuovi eretici, ex partigiani, contrabbandieri, narcotrafficanti, agenti segreti, figli in cerca di un padre si muovono e si sfiorano, inconsapevoli pedine di un grande disegno.

Invisibile ovunque – Wu Ming

copNel 2015 è stato celebrato il centenario di quella che viene chiamata “La Grande Guerra”.
Questo libro va controcorrente … non racconta gesti eroici di italici militari, anzi

ci racconta la sofferenza, le paure, l’orrore che provarono coloro che, giovanissimi, si trovarono catapultati nelle trincee, coinvolti in una carneficina imposta da strategie di guerra che non tenevano in alcun conto la perdita di vite umane.

ci racconta di una guerra da cui scappare, un male da evitare con qualsiasi mezzo pur di far salva la pelle.

ci racconta, inoltre, con fonti documentali l’esistenza di una compagnia di soldati-pittori che portarono sul fronte orientale i primi esperimenti di camuffamento al punto che in alcune memorie tedesche si parla perfino di “crucchi” che avrebbero visto dei soldati italiani sbucati dalla terra invadere improvvisamente i loro camminamenti.

Comunque in tutti i casi una ricerca dell’invisibilità per trovare una via di fuga alla morte certa in una guerra sbagliata e condotta ancora peggio

Timira – Wu Ming 2 /Antar Mohamed

timirabig
In un capolavoro del neorealismo, “Riso amaro” di Giuseppe De Santis, oltre a Silvana Mangano in hot pants compare una strana mondina nera. Il suo nome è Isabella Marincola, ma in Somalia si farà chiamare Timira. Donna appassionata e libera, nata nel 1925 a Mogadiscio, è una figura nascosta e leggendaria, uno scrigno di storie intrecciate, tra Europa e Africa, che questo libro per la prima volta disseppellisce. Timira è un “romanzo meticcio” che mescola memoria, documenti di archivio e invenzione narrativa. Scritto da un cantastorie italiano dal nome cinese, insieme a un’attrice italo-somala ottantacinquenne e a un esule somalo con quattro lauree e due cittadinanze. Per interrogare, attraverso l’epopea del passato, un tempo che ci vede naufraghi, sulla sponda di un approdo in fiamme. Questo tempo dove ci salveremo insieme, o non si salverà nessuno.

APPUNTI DISORDINATI DI LETTURA
Un libro che dovrebbe aiutarci a capire quanto il mito del bravo italiano sia finto

Altai – Wu Ming

index TERZA DI COPERTINA
Venezia, Anno Domini 1569. Un boato scuote la notte, il cielo è rosso e grava sulla laguna: è l’Arsenale che va a fuoco, si apre la caccia al colpevole. Un agente della Serenissima fugge verso oriente, smarrito, “l’anima rigirata come un paio di brache”. Costantinopoli sarà l’approdo. Sulla vetta della potenza ottomana conoscerà Giuseppe Nasi, nemico e spauracchio d’Europa, potente giudeo che dal Bosforo lancia una sfida al mondo e a due millenni di oppressione. Intanto, ai confini dell’impero, un altro uomo si mette in viaggio, per l’ultimo appuntamento con la storia. Porta al collo una moneta, ricordo del Regno dei Folli. Echi di rivolte, intrighi, scontri di civiltà. Nuove macchine scatenano forze inattese, incalzano il tempo e lo fanno sbandare. Nicosia, Famagosta, Lepanto: uomini e navi corrono verso lo scontro finale. “Che segno è quando un arcobaleno appare, non c’è stata pioggia e l’aria è secca e tersa? È quando la terra sta per tremare, e il mondo intero vacilla”. Quindici anni dopo, l’epilogo di Q. Wu Ming, il collettivo di scrittori che al suo esordio si firmò Luther Blissett, torna nel mondo del suo primo romanzo.
MICRORECENSIONE
Gran bel libro degno successore (non seguito, non continuazione) di “Q”

Q di Luther Blisset

copj13-asp5Commento alla rilettura:
la storia,
il periodo,
la religione,
dio,
la chiesa cattolica romana
, l’imperatore,
i luterani,
i calvinisti,
gli anabattisti …..

Il potere e la sua conservazione attraverso
la religione e il possesso delle banche.
La lotta continua tra le spinte rivoluzionarie di
chi vorrebbe cambiare il potere e il potere stesso
che cerca in tutti i modi di non essere scalzato

Terza di copertina
In questo libro, costato anni di lavoro e di ricerca, il misterioso Luther Blissett, nome multiplo sotto il quale agisce un nucleo di destabilizzatori del senso comune, molto presente e attivo sulle reti telematiche, ha per la prima volta affrontato la forma romanzo. “Omnia sunt communia!”, tutte le cose sono di tutti: il grido che aveva terrorizzato i principi tedeschi nelle rivolte contadine guidate da Thomas Muntzer risuona ancora sulle labbra degli sconfitti giustiziati dopo la disfatta di Frankenhausen del 1525. Ma chi ha spinto Thomas Muntzer all’avventurismo estremo? Chi scrive a Pietro Carafa, emissario del papa, lettere in cui gli consiglia, per contenere la rivolta, di allearsi con il maggiore nemico di Roma?